Durante il periodo di egemonia Etrusca Roma aveva avuto uno sviluppo delle attività agricole, manifatturiere e di scambio.
La fine dell'egemonia tirrenica etrusca determinò una crisi economica romana che colpì soprattutto i ceti popolari, questo fu il fattore determinante delle tensioni che portarono, nel IV sec. a.C. , alle lotte fra patrizi e plebei .
La società romana: patrizi e plebei
Patrizi :
la parola “Patrizio” deriva da pater (padre), fondatore della comunità, cioè i patrizi erano i discendenti delle persone che avevano fondato la città.
La classe sociale dei patrizi ha la proprietà delle terre, si tramandano, per via orale, la cultura magico-religiosa tradizionale; sono detentori delle tecniche di produzione, del governo, della giustizia e della guerra. Il fatto che questa cultura sia tramandata per via orale fa sì che sia inaccessibile ai non appartenenti a questa classe sociale.
La detenzione delle tecniche e della cultura fa dei patrizi una classe privilegiata, che si rifiuta di condividere potere e conoscenze con i plebei che “non hanno gli auspici”, cioè non sono in contatto con gli dèi.
Plebei :
l'origine dei plebei è incerta, ci sono due teorie che sono più accreditate delle altre:
- Erano popolazioni vinte e comunque straniere (anche Latini e Sabini) trasferite o immigrate a Roma;
- Erano ex clienti, cioè legati da un vincolo di subordinazione e di cooperazione con i padroni che li proteggevano,
che sono tornati a Roma indipendenti.
La plebe nasce dopo il patriziato, molto probabilmente i patrizi assunsero delle persone per svolgere i lavori sulle loro terre a questi si sommarono, poi, quando si svilupparono l'artigianato e il commercio, gruppi di artigiani e mercanti.
La plebe, per tutta la storia di Roma, era stata “la grande esclusa”, infatti non avevano né diritti fondamentali, né accesso in qualunque modo al potere.
« La plebe è quella parte del corpo cittadino che resta al di fuori dell'ordinamento gentilizio e che è esclusa dagli uffici, dalle cariche sacerdotali, dall'attività legislativa e dal comando militare. Si tratta di contadini, artigiani, commercianti, alcuni dei quali riescono a far fortuna, mentre altri rimangono nella loro miseria. »
[STORIA ECONOMICA E SOCIALE DELL'ANTICHITA' di Max Weber, Editori Riuniti, Roma, 1981]
Quindi, è sbagliato pensare alla plebe solo come una classe sociale composta da soli poveri soverchiati dalla miseria e dai debiti, anche se questi sono la maggioranza, una parte, piccola, della plebe riesce ad arricchirsi grazie alla propria attività.
L'elemento che unisce questi due gruppi di appartenenti alla plebe è la tendenza a scontrarsi con i patrizi, anche se il gruppo degli agiati pensa ad un'integrazione con il patriziato: sarà proprio quest'ultima tendenza a prendere il sopravvento.
La diversa composizione della plebe tra “poveri” e “agiati” fa sì che si tratti di chiamarla classe preferiscono ordine , cioè una parte di cittadini che hanno uguale posizione politica e giuridica nello Stato.
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Postato da fattoriarcani Dom, 2006-05-14 23:57.









