Introduzione di un corpo di leggi scritte
Fino al 450 a .C. i plebei non conoscevano minimamente le regole della giustizia, detenute dai patrizi e tramandate per via orale, proprio per questo non sapevano quando, come e con quali modalità far valere i propri diritti; si pensi, oltretutto, che anche se un cittadino aveva ragione bastava sbagliare una formula o il giorno in cui presentarsi che si perdeva la causa.
Venne affidato il compito di redigere il corpo di leggi scritte ai decemviri (commissione di dieci cittadini) i quali svolsero il loro lavoro con forti contrasti interni fino a giungere al 450 a .C. in cui si arrivò all'emanazione delle “ leggi delle xii tavole ” .
Queste rappresentarono lo spartiacque fra una situazione di totale predominanza di una classe sociale a una in cui vi erano delle leggi scritte e in cui tutti i cittadini risultavano essere uguali davanti alla legge.
Le “ leggi delle xii tavole ” abolirono molti abusi dei patrizi nei confronti dei plebei e separarono la religione dal diritto, così veniva meno la predominanza dei clan relativa al potere religioso. (Prima i sacerdoti detenevano anche la cultura giuridica, questo consentiva alle famiglie con cariche sacerdotali un'inattaccabile posizione di potere)
All'interno delle “ leggi delle xii tavole ” esistevano ancora ingiustizie, ma la cosa rilevante è che rappresentano la prima e unica codificazione scritta del diritto romano fino al codice teodosiano ( 439 a .C.) e al codice giustinianeo (529- 34 a .C.) e sono momento determinante all'interno delle lotte sociali in atto fra patrizi e plebei nella Roma Repubblicana.
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Postato da fattoriarcani Lun, 2006-05-15 00:42.









