Divisioni delle terre pubbliche, abolizione schiavitù per debiti e ammissione dei plebei alle magistrature
In questa fase lo scontro fu molto più acceso.
I plebei chiedono una riforma agraria per ottenere la divisione delle terre pubbliche detenute dai patrizi, questi, invece, cercano di trasformare la concessione in una proprietà perpetua.
La questione agraria è uno dei punti focali delle lotte fra plebei e patriziato, la questione si ripresenterà violentemente all'epoca dei Gracchi ( 133 a .C.).
Altro momento nel ricorso allo sciopero militare fu per l'abolizione della schiavitù per debiti, infatti, i plebei che partivano per la leva necessaria in caso di pericolo vollero riconosciuto il diritto di non esser ridotti in schiavi al loro ritorno dalle guerre per non aver pagato i propri debiti. Nel 320 a .C. venne emanata una legge che sanciva che nessun cittadino poteva essere ridotto in schiavitù se non dietro sentenza del tribunale.
Quando poi i plebei richiedono la possibilità di far parte della magistratura all'interno della città sembra prepararsi una vera e propria battaglia civile: i patrizi non vogliono cedere alla richiesta della plebe e Roma sembra essere divenuta ingovernabile.
Tutto questo ha termine con le leggi dei tribuni licinio e sestio ( 367 a .C.) che sancivano che uno dei due consoli doveva essere plebeo.
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Postato da fattoriarcani Lun, 2006-05-15 00:47.









