SFINGE: strangolatrice, nella mitologia greca, un mostro, metà donna e metà bestia; figlia di Echidna e Ortro o Tifone.
La Sfinge aveva la testa di donna e il corpo di leone. Fu inviata da Era e Apollo a Tebe per punire il re Laio. Seduta su una roccia, poneva a tutti lo stesso indovinello: “Cos’è che, con una voce sola, ha talvolta quattro gambe, talvolta due e altre tre?”.
Chi non riusciva a trovare questo fattore arcano veniva gettato dalla roccia o divorato.
Edipo rispose che era l’uomo, che cammina carponi da bambino, su due gambe da adulto e si aiuta con il bastone nella vecchiaia.
Quando la sfinge udì la risposta esatta si gettò dalla rupe e morì. Pausania, razionalizzando il miro, scrisse nella Periegesi della Grecia, che la Sfinge era una brigante che ingannava i viaggiatori e il cui quartier generale era sul monte Ficio.
Carl Jung, nella sua interpretazione psicologica, disse che la Sfinge rappresentava la Grande Madre Dea, distrutta dalla forza mascolina rappresentata da Edipo.
Nella versione egizia, la sfinge è sempre maschile e simboleggia la forza e la dignità regale.
La Grande Sfinge a Giza rappresenta il dio Horo che tenta di vedere suo padre Râ, il sole nascente, nel suo viaggio attraverso la valle. In gres e Moreau dipinsero la Sfinge e Edipo.
Fonte: Dizionario Universale dei Miti e delle Leggende di A.S Mercatante
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Postato da fattoriarcani Sab, 2006-04-01 20:47.









